Integrazioni Modello Teorico

Colui che è capace di costruire modelli riflessi coerentemente logici.
Colui che è consapevole che non potrà mai esistere un solo modello inglobante.
Colui che crede che la forza dell’integrazione consiste nel promuovere la nascita di modelli capaci di incontri di crescita.
(Ariano G., 1997, 2000, 2002, 2005)

 

1.Significato del “logo – m.s.i.”

Definire le tre parole che formano il logo del modello: a. modello; b. strutturale; c.  integrato ci aiuta a cogliere i rapporti della Psicoterapia d’Integrazione Strutturale (m.s.i.) con le correnti dominanti dell’universo psicoterapico.
a. Il m.s.i. è “modello” scientifico. In ogni scienza bisogna distinguere l’orizzonte, che si accetta in modo implicito ed esperienziale ed il modello esplicito in cui questo orizzonte viene descritto e reso operativo. L’orizzonte esprime l’idea che si ha dell’uomo sano, del suo ammalarsi e degli elementi che facilitano la guarigione. Il modello operativo si esprime nella quantità degli elementi considerati  e messi in relazione in modo da costruire un modello che può essere ripetuto ed insegnato ad altri (= aspetto scientifico).

b. Il m.s.i. è “strutturale”. La visione strutturale ipotizza l’esistenza d’infinite strutture, ognuna delle quali ha una sua legge specifica. Nel m.s.i. mediante il costrutto dei “livelli logici” s’ipotizza una visione strutturale piramidale, che permette di salvare una visione della realtà unica e nello stesso tempo qualitativamente molteplice perché strutturalmente differenziata.
c. L’integrazione come modello coerente. Il termine integrazioni ha acquistato mille significati che vanno dal sincretismo (= mettere insieme le tecniche e i modelli più disparati senza preoccuparsi di cercare un modello che li integri in modo congruente), attraverso l’eclettismo (= bisogno di superare i limiti del proprio modello di psicoterapia prendendo elementi da altri modelli) all’integrazione (= un metamodello concreto che ha integrato i precedenti in un’unità superiore e pronto ad essere messo in crisi dai problemi emergenti che non sa risolvere).

Il m.s.i. come Integrazione filosofica
Nel m.s.i. in più di vent’anni di ricerca partendo da un atteggiamento sincretico attraverso una ricerca eclettica si è approdati ad un metamodello “integrato filosofico”  perché è guidato da una chiara scelta epistemologica e antropologica. Da questo orizzonte di campo gli elementi delle diverse correnti di psicoterapia possono essere integrati in un modello coerente.

3 Le scelte e gli orizzonti del m.s.i.
L’Epistemologia del m.s.i. è costruttivista, in essa cioè il soggetto e l’oggetto hanno pari dignità per cui non può esistere un oggetto se non in relazione ad un soggetto percepiente, né può esistere un soggetto se non intenzionato ad un oggetto. Nel m.s.i., la visione costruttivista acquista il colore fenomenologico/esistenziale per la centralità che si dà sia alla soggettività, sia alla intersoggettività, sia alla visione della oggettività come accordo tra soggetti che hanno una storia/orizzonte comune in base alla quale costruiscono un mondo condiviso (cfr. conoscenza oggettiva, soggettiva, empatica, intersoggettiva e oggettiva dell’intersoggettività). In questa visione il paziente e lo psicoterapeuta sono persone che incontrandosi si modificano per la crescita.
L’antropologia del m.s.i. L’uomo è considerato una unità gerarchicamente organizzata. essenzialmente aperto (= intenzionato) al mondo ed agli altri soggetti con cui entra in relazione e inserito in un orizzonte da cui riceve e a cui dà senso in libertà e responsabilità. Nel m.s.i., l’uomo è considerato a diversi livelli logici, in cui i successivi livelli inglobano i precedenti arricchendoli ed arricchendosi.
Si considerano tre livelli:
Il livello dei quattro linguaggi di esistenza (corporeo, emotivo, fantastico, razionale) che con le rispettive grammatiche integrative rendono comprensibile ciò che attraverso un solo linguaggio è incomprensibile.
Il livello delle posizioni esistenziali. Le relazioni fondamentali che l’uomo può avere con sé e gli altri sono quella di Genitore, Adulto, Bambino, Saperle integrare tra li loro con la ricchezza di tutti i linguaggi di esistenza rende il lavoro dello psicoterapeuta più efficace.
Il livello dei quattro anelli della catena della vita. L’uomo nasce in un contesto culturale (anello dell’Evidenza naturale) con cui deve restare in contatto ed essere capace di trascenderlo. Vive ad un livello spontaneo (anello del Sé spontaneo) attraverso i postulati di necessità naturale che ha appreso dal suo contesto. Può attraverso il Sé riflesso soggettivo ed intersoggettivo (anello del Sé riflesso) prendere distanza dal suo fluire spontaneo e modificarlo liberamente e responsabilmente. Nel dialogo intersoggettivo sperimenta la necessità di una verità ma anche la sua fragilità e quindi il bisogno di un TU che rende il dialogo umano consistente (Sé contingente e storico).
La complessità di questa antropologia porta con sé la necessità di una psicoterapia che vada oltre la tecnica.
L’uomo sofferente o dell’antropopatologia.
Il m.s,i. pur appartenendo alla corrente Umanistica – fenomenologica – esistenziale, ritiene indispensabile al livello della soggettività ed intersoggettività dare importanza alla sofferenza mentale come malattia che può essere sia diagnosticata che curata. Pur utilizzando la semeiotica preferisce superare il modello atomistico anglosassone (DSM) per approdare ad una psicopatologia strutturale in cui diventano centrali i diversi modi di organizzare gli elementi considerati nelle diverse strutture di personalità.

4. La psicoterapia secondo il m.s.i.
Nel m.s.i. pur usando le molteplici tecniche mutuate dai diversi modelli di psicoterapia ogni intervento è sempre un incontro destrutturante o ristrutturante per realizzarsi come uomo nella società in cui si vive.
Nel m.s.i. la psicoterapia è innanzitutto un incontro vero tra paziente e terapeuta; un incontro che si traduce nella capacità di empatia (corporea, emotiva, fantasmatica e razionale). E’ un vero incontro in cui la congruenza è di casa come condizione indispensabile per la nascita della intersoggettività.
Lo scopo della psicoterapia è “ristrutturare”  più che conoscere (struttura/contenuto); è coltivare le parti non sviluppate e creare integrazione costruttiva tra i diversi elementi ed i diversi livelli. La psicoterapia è creare struttura dove c’è caos e destrutturare dove c’è un ordine vuoto. Essa lavoro sia sullo spontaneo del paziente di là della sua consapevolezza, sia al livello della soggettività riflessa del paziente.
Nonostante tale complessità la psicoterapia è scienza dell’esperienza soggetta a regole. Lo psicoterapeuta può usare la sua spontaneità solo in modo strategico e mirato. Compito difficile nel m.s.i. è capire quando, a quale livello come, con quale tecnica, ecc. effettuare l’intervento perché questi si riveli efficace.

 

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n° 1 allegato disponibile: